Sei un impiantista?, Sei un impresario edile?

Botola per cartongesso: quando la scelta sbagliata crea disagio al cliente finale

Chi lavora nel mondo dell’edilizia lo sa: nessun cliente ti chiama per ringraziarti quando tutto funziona.
Ti chiamano quando qualcosa non funziona più.

E ormai da anni, tra tecnici, imprese e progettisti, sta emergendo un problema sempre più ricorrente: botole in cartongesso a chiusura di grandi impianti, che diventano ingestibili nel giro di pochi anni, o pochi mesi.

A prima vista, la botola sembra un dettaglio secondario: un’apertura da chiudere e rendere accessibile. Ma questo “dettaglio” nasconde alcuni dei disagi più pesanti per il cliente finale.

Il problema invisibile (all’inizio)

Entreremo nel dettaglio di questi disagi.
Ma se ora stai pensando: “Non ho mai ricevuto richiami, evidentemente le botole in cartongesso che installo non danno problemi” devi considerare che la maggior parte dei proprietari non segnala subito il disagio. Resistono e, tra i mille impegni che ognuno di noi ha, rimandano e sperano che alla prossima manutenzione l’impiantista riesca a gestirla.
È solo dopo 2-3 anni che la convivenza con una botola sbagliata diventa insostenibile, e cercano in autonomia dei fornitori che offrano un’alternativa con cui non rivivere gli stessi incubi.

  • Avevo una botola installata dal costruttore per nascondere un impianto di areazione.
    Era in cartongesso e ha sempre creato grandi problemi, il primo tra tutti la paura che essendo così pesante sarebbe potuta cadere.
    Poi, dovevo rimuoverla ogni anno per l’impresa che effettua la pulizia dell’impianto (la quale dopo spiacevoli inconvenienti con questo tipo di botole, non si occupa più della rimozione e rimontaggio) per fare ciò dovevo sempre chiedere il supporto di altre due persone date le dimensioni e il peso richiedendo circa 30 minuti per rimuoverla ed altri 30 per rimontarla.
    Salvatore De Laurentis
    Senago (MI)

Quando, esasperati, gli abitanti di casa arrivano a chiamare, il quadro è sempre lo stesso:

1. Impossibilità di fare manutenzione

Gli impiantisti arrivano per il controllo periodico della VMC, provano ad aprire la botola ma si rifiutano di proseguire, a causa di:

  • Ante troppo pesanti per manovrarle in sicurezza;
  • Paura di rovinare l’intonaco o danneggiare i mobili sottostanti;
  • Pannelli pesanti che rischiano di cadere o di arrecargli danno;
  • Responsabilità che nessuno vuole prendersi.

2. Limiti al funzionamento del macchinario

Anche quando l’impiantista non interviene, ogni 6 mesi bisogna comunque fare il cambio filtri.
Qui emerge un altro problema: raramente il proprietario è in grado di rimuovere un’anta grande più di 1 mq in cartongesso da 30/40 kg, e ancor più raramente è in grado di mettere mano all’impianto nel modo corretto.

Questo genera

  • Disagi quotidiani e interventi rimandati,
  • Aria non filtrata correttamente,
  • Perdite di efficienza dell’impianto,
  • Frustrazione per i soldi spesi e senso di “casa che non funziona”.

Quindi in questi casi le manutenzioni saltano o sono parziali. E anche se il proprietario avesse il tempo, la competenza e le forze di occuparsi da solo della botola, dovrebbe sobbarcarsi costi aggiuntivi tra permessi a lavoro e riverniciature.

3. Un elemento antiestetico in un bagno nuovo di zecca

È nei bagni che si trova la maggior parte delle botole.
Se queste sono problematiche, i difetti estetici si manifestano in poco tempo dall’utilizzo:

  • Pannelli imbarcati per il peso;
  • Scrostature continue;
  • Disallineamenti;
  • Cerniere deboli e cedevoli;
  • Botola che sembra vecchia, e rovina un ambiente che dovrebbe essere nuovo e perfetto.

Per questo sempre più progettisti e imprese hanno deciso di scegliere la botola in prima persona, anziché delegarla all’impiantista o al posatore. Altrimenti, ad andarci di mezzo sarebbe la percezione dell’intero lavoro da consegnare.

  • I pericoli del cartongesso riguardano soprattutto il peso e la condensa della VMC sulla botola, che si imbarca e diventa cedevole.
    Il caso più grave è stato quello di botole con scarsi sistemi di tenuta, finite in testa a due miei clienti e a un collaboratore, rimediando una ferita.
    Siamo un’azienda che vuole dare quello che altri tecnicamente non danno. Ma con queste botole era impossibile.
    Claudio Gratton
    GMC Air Specialist
    Bussolengo (VR)

Il costo reale: la rottamazione della botola

Il passo successivo è quasi sempre lo stesso: demolire il controsoffitto e sostituire la botola esistente.

È un processo che richiede:

  • Protezione totale dell’ambiente (pavimenti, arredi, sanitari);
  • Rimozione della botola esistente;
  • Revisione e rinforzo della struttura del controsoffitto;
  • Installazione della nuova chiusura;
  • Rifiniture, stuccature e rasature;
  • Riverniciatura completa;
  • Pulizia e ripristino della stanza.

Un intervento lungo, invasivo e costoso, che spesso deve gestire completamente il proprietario.

Quest’ultimo, quindi, come potrebbe rivolgersi allo stesso costruttore per rifare il lavoro?
Il suo scontento e la sua frustrazione daranno vita a un passaparola negativo, un danno d’immagine che non si percepisce subito ma nel tempo – proprio come i difetti mostrati dalla botola.

Da dove nasce tutto questo?

Come accennavamo, nella routine di cantiere la botola finisce sempre in fondo alla lista delle priorità.
Ma la botola non è mai una semplice chiusura: è un elemento tecnico e architettonico, che in quanto tale deve essere inserito nel progetto.

Appurato questo, si è già a metà strada verso la perfezione tecnica ed estetica.
Ecco quali domande porsi se si cerca la botola impeccabile:

  1. La dimensione è corretta, e non più piccola, per l’impianto da ispezionare?
  2. La botola è in cartongesso, o in un materiale non deperibile, leggero e resistente?
  3. L’apertura è sicura e immediata, o servono muscoli e manovre contorte?
  4. Ci sono prove sulla durata estetica nel tempo?

Non basta cambiare prodotto, ma categoria

Tanti professionisti, ponendosi queste domande, sono arrivati alla conclusione che non basta cercare una botola “migliore” di quelle che hanno provato fino a quel momento.

Se ne trovano di leggere, ma con telai ingombranti.

Se ne trovano di più resistenti, ma la cui estrazione richiede mezz’ora.

Se ne trovano di belle esteticamente, ma solo nelle prime settimane dalla posa.

Nei casi in cui serve una botola grande, impeccabile in eterno ed estraibile in un solo gesto, questi professionisti (e inquilini) risolvono con GIGAbotola e non tornerebbero più indietro:

  • Ho fatto una ricerca e ho scoperto GIGAbotola. Quando ne ho ricevuta una di prova, pensata per la mia esigenza, mi sono subito convinto: adesso se mi capitano altre botole non vedo l’ora di farle fuori e continuare a usare solo questa.
    Claudio Gratton
    GMC Air Specialist
    Bussolengo (VR)
  • Ho contattato COMPASSiN perché dovevo trovare una soluzione alla situazione diventata ingestibile.
    Prima avevo una botola pesante, pericolosa e che mi portava ogni volta a dover stuccare e imbiancare mentre ora con la GIGAbotola ho una botola leggera, sicura e soprattutto che non prevede continui ritocchi.
    Salvatore De Laurentis
    Senago (MI)
  • GIGAbotola mi aiuta nel velocizzare i tempi di esecuzione, a raggiungere dimensioni non standard e a ottenere il risultato desiderato.
    I clienti si trovano decisamente bene: pur non essendo del settore, apprezzano il risultato lineare che si ottiene.
    Abbiamo così evitato il rischio di contestazioni o di dover tornare indietro sui lavori.
    Emiliano Carelli
    Tecno C.G.E.
    Casalpusterlengo (LO)

Anche per te è arrivato il momento di dimenticare i problemi delle botole in cartongesso e, lavoro dopo lavoro, lasciarti dietro una scia di clienti soddisfatti pronti a fare il tuo nome a chiunque voglia ristrutturare?

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Così eviti di ritrovarti, tra qualche anni, con gli stessi problemi che oggi vuoi prevenire.

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