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3 operazioni inutili che rendono la posa di una botola un vero incubo

La posa delle botole d’ispezione non fa distinzioni: crea problemi a novellini ed esperti.
Dopo un’installazione di ore e ore, non manca mai almeno una di queste brutture:

  • Crepe lungo il telaio
  • Asimmetrie degli scuretti (lo spazio tra anta e telaio, per intenderci)
  • Rientranze o sporgenze dell’anta

Ora stai pensando: “Ma non è che allora il problema è la botola, e non chi la posa?“

Hai centrato il pieno la questione: tecnologie obsolete e materiali scadenti fanno sì che (quasi) tutte le botole d’ispezione diano più problemi di quanti dovrebbero risolverne, tra estetica, praticità e sicurezza.

Ma il punto è anche un altro. Queste botole da incubo, negli anni, hanno portato generazioni di posatori a cercare espedienti e “trucchi” di posa, nella speranza spesso vana di avere un risultato accettabile.

Parliamo di operazioni che a volte possono camuffare, in maniera temporanea, i difetti di una botola. Ma la maggior parte delle volte rendono semplicemente la posa più lunga, senza dare alcun beneficio o addirittura rovinando inconsapevolmente il lavoro.

Vediamo quindi le operazioni inutili che molti posatori fanno e che rendono la posa di una botola inutilmente lunga e complicata.

Pulire le briciole di stucco e i residui dal taglio
SEI COSTRETTO A FARLO MA PERDI SOLO TEMPO!

Posa in opera – fase di foratura del cartongesso

Quando si crea il foro nel cartongesso, inevitabilmente si depositano lungo i bordi briciole di stucco e residui di carta.

Il punto è questo: la lastra ha spessore 12.5 mm. E le botole in cartongesso hanno il telaio con uno spazio di esattamente 12.5 per accogliere la lastra.

Tutto torna, no? Assolutamente NO!

Nessuno considera il fatto che dovrai stuccare e questo genera uno spessore che rende l’anta della botola incassata rispetto al resto.

Dunque quando fai il foro devi assolutamente togliere le briciole per evitare che questo difetto sia ancora più evidente.

Oramai per molti posatori è un’operazione normalissima. Sembra una banalità che richiede pochi minuti ma se moltiplichi questi pochi minuti per ogni botola, diventano ore.

Non sarebbe bello, invece, avere a disposizione una botola con un telaio pensato per ottenere un risultato perfettamente a filo senza tutte queste operazioni?

Uso della garza
ASSOLUTAMENTE VIETATO!

Nella finitura attorno al telaio, spesso viene messa della garza su cui applicare lo stucco nella speranza di evitare il formarsi di crepe.

Ma quando il problema è un telaio mal progettato – che va facilmente fuori squadra o non trattiene bene lo stucco – le crepe sono inevitabili.
Non solo: aggiungendo strati e strati di stucco e garza, si crea spessore e la botola risulterà incassata, anziché essere complanare e mimetizzata a soffittto.

Per farti capire: la garza ha senso solo se messa per congiungere due elementi. Ad esempio per dare continuità a due lastre in cartongesso. Nel caso della botola, dunque, è un’operazione inutile, che richiede tempo e che non risolve problemi ma li crea.

Viti punta trapano
SEI COSTRETTO AD USARLE MA PERDI SOLO TEMPO

Installazione GIGAbotola
Posa in opera – fase di fissaggio del telaio

Le botole più conosciute sul mercato sono quelle in cartongesso. Forse in alternativa hai optato per gli sportelli ad anta fissa che ti vengono rifilati come fossero botole.

In entrambi i casi i telai sono molto spessi, e nell’installazione su un controsoffitto in cartongesso costringono i posatori a fissarli con viti punta trapano (autoperforanti), che sono costretti a portare appositamente in cantiere, visto che non fanno parte degli attrezzi di tutti i giorni.

Come fare a evitarlo?

Scegliendo una botola ben progettata, con un telaio del giusto spessore che si avvita con le normali viti da cartongesso (punta chiodo) che tutti hanno nella propria borsa degli attrezzi.

Pensa a quanto sarebbe più facile avere botole che si posano in mezz’ora a dir tanto (senza espedienti ma con grande semplicità, perfette nell’aspetto (in eterno) e ordinate dopo che un esperto del settore ha analizzato la tua situazione di cantiere, per fornirti la chiusura perfetta al millimetro.

Troppo bello per essere vero? Non secondo questi professionisti:

  • La collaborazione con COMPASSiN ci ha aiutato molto nel nostro lavoro. Soprattutto a non avere contestazioni per la botola perché è quell’elemento banale (qualsiasi posatore la sa mettere) che però alla fine ti viene “contestato”.
    È sempre quella che devi cambiare all’ultimo momento perché è sbeccata, è rotta, non si chiude, l’impiantista l’ha aperta male, è saltata la mollettina o il cavetto di sicurezza. Impiegare il prodotto COMPASSiN è davvero un plus, perché la sua leggerezza fa veramente tanto in questi casi.
    Arch. Silvia Bonardi
    ISOLCALOR
  • Con la loro esperienza del cantiere a secco, e la conoscenza del mercato specifico, riescono a realizzare in continuo nuovi prodotti che chi è del settore può apprezzare a pieno, perché risolvono una miriade di problemi nella posa in opera, e ottenere un’estetica A FiLO impeccabile.

    Con gli altri prodotti non ho mai ottenuto i risultati desiderati. Le chiusure di COMPASSiN, invece, portano benefici non solo nel rapporto coi progettisti, ma anche in termini di finitura, durata nel tempo, estetica e ribadisco la velocità di posa in opera.
    Geom. Pietro Damiani
    Res Contract
GIGAbotola in un lavoro di Pietro Damiani, Res Contract

Ora sta a te: puoi continuare a “fare come si è sempre fatto“, perdendo tempo prezioso per i tuoi guadagni, e avere il mal di testa ogni volta che devi ordinare una botola.

Oppure puoi usufruire del supporto COMPASSiN per essere seguito in ogni fase di ordine, e ricevere la tua GIGAbotola su misura: la botola per grandi impianti a soffitto che si posa in metà del tempo.

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