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Chiudere gli impianti è una cosa complessa, non basta prendere un’anta e chiudere un buco sul soffitto.

Nel vasto panorama della costruzione e della ristrutturazione degli edifici, l’accesso agli impianti per ispezioni e interventi di manutenzione è un aspetto critico spesso trascurato. In parte durante la progettazione e al momento della scelta, ma in primis dal punto di vista della realizzazione e produzione delle chiusure stesse in fabbrica.

La progettazione delle chiusure per gli impianti rappresenta una fase fondamentale, poiché determina l’estetica, la funzionalità e la durabilità nel tempo di questi elementi che inevitabilmente sono sempre più presenti negli spazi.

Troppo spesso, le botole d’ispezione vengono considerate un dettaglio secondario e non ricevono l’attenzione che meritano. Di conseguenza, si verificano una serie di problemi che compromettono la funzionalità e la durabilità delle chiusure degli impianti.

Le botole d’ispezione servono per chiudere gli impianti a soffitto, permettendone poi nel tempo, l’ispezione da parte dei professionisti incaricati.

Trattandosi di impianti, gli architetti desiderano celare questo tipo di elementi ed evitare che diventino invadenti, specialmente esteticamente.

Spesso, per abitudine o per mancanza di strumenti a supporto del progettista, la scelta delle chiusure per impianti viene delegata alle imprese di costruzione.

Questa scelta non è sbagliata a priori, tuttavia il mancato controllo da parte dell’architetto, o l’assenza di direttive, portano alla conseguente possibilità di trovarsi, a cantiere concluso, con un sistema di chiusura inadeguato o distante dallo standard del resto del progetto.

Il problema, come detto inizialmente, risiede anche nella mancanza di un vero interesse e di un’attenta pianificazione nella progettazione delle chiusure per gli impianti da parte dei produttori.

Uno dei principali temi da considerare è la scelta dei materiali.

Le botole d’ispezione tradizionali, realizzate in cartongesso o altri materiali pesanti e poco maneggevoli, sono state sicuramente un’invenzione incredibile dal punto di vista teorico.

Circa un ventennio fa, infatti, questo tipo di chiusure ha stabilito un enorme passo avanti rispetto agli altri sistemi utilizzati precedentemente per nascondere gli accessi agli impianti. Il loro limite, tuttavia, risiede nel fatto che non hanno subito alcun miglioramento tecnico nel tempo. Gli impianti e le necessità si sono evoluti, mentre le tradizionali botole sono rimaste ferme nel tempo risultando man mano obsolete, sia dal punto di vista della funzionalità, sia dal punto di vista della posa in opera.

Nella realtà odierna, in particolare quando si tratta di chiudere impianti a soffitto di grandi dimensioni, le tradizionali botole non sono più adeguate, risultano complesse da installare e spesso sono soggette a deformazioni, crepe e alla logorazione dei componenti nel tempo.

Queste problematiche non solo compromettono l’aspetto estetico del lavoro finito, ma possono anche causare problemi strutturali e funzionali.

Inoltre, le componenti che determinano la chiusura e l’apertura delle botole tradizionali sono spesso antiquati e poco affidabili. I meccanismi di apertura premi-apri possono usurarsi e rompersi facilmente, rendendo impossibile l’apertura e la chiusura dell’anta della botola.

Questo non solo rallenta il processo di accesso agli impianti, ma può anche comportare danni alla botola stessa e alla struttura circostante. Si aggiunge, quindi, l’aspetto relativo alla sicurezza che non andrebbe in alcun modo sottovalutato.

Un altro tema utile su cui riflettere è quello dell’estetica delle chiusure degli impianti a soffitto, aspetto che sicuramente sta particolarmente a cuore ai progettisti.

Le botole d’ispezione tradizionali spesso presentano stuccature imperfette o allineamenti scorretti con il controsoffitto circostante, compromettendo l’aspetto complessivo del lavoro finito. Questo può portare a contestazioni da parte dei clienti e danneggiare la reputazione del costruttore o dell’impresa edile, insieme a quella del progettista che rischia di vedere il proprio lavoro compromesso.

La soluzione a questi problemi risiede nella progettazione delle chiusure degli impianti. È necessario considerare attentamente le materie prime, i meccanismi premi-apri di chiusura e apertura, le cerniere, e l’estetica complessiva delle botole d’ispezione fin dalla fase di progettazione. Questo garantirà che le chiusure degli impianti siano esteticamente appaganti, funzionali e durevoli nel tempo.

Ma questa soluzione è attuabile solo e solo se i fornitori e produttori hanno alle spalle un background di esperienza nel cantiere a secco. Le chiusure per impianti, infatti, sono strettamente legate al cantiere poiché vengono installate nelle prime fasi. Dunque, la loro progettazione richiede delle conoscenze che partono dal cantiere.

Allo stesso tempo, la soluzione risiede nella presa di consapevolezza da parte degli architetti, dell’importanza delle chiusure per impianti per iniziare a gestirne la scelta fin dalle fasi progettuali.

La scelta delle chiusure per impianti avrà ripercussioni in diversi momenti: in cantiere, a lavoro finito dal punto di vista estetico, al momento delle ispezioni o nel caso di guasti agli impianti.

Va da sé che in un mondo in cui gli impianti sono sempre più presenti, volendo chiuderli in sicurezza garantendone la funzionalità nel tempo, dare la giusta importanza alle chiusure per impianti risulta ormai fondamentale.


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